31/05/2014 -Progetto Stabulum - "Sistema integrato di trattamento di reflui bufalini" Seminario di presentazione dei risultati , Venerdì 6 Giugno 2014, ore 9.30 Sala Convegni dell’Azienda Improsta -Eboli (SA) - S.S. 18 Km 79,800

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a) LA SCIENZA

Nell’ambito del progetto STABULUM è stato implementato un sistema integrato di trattamento dei reflui bufalini, in grado di garantire la produzione di acqua idonea al riutilizzo in ambito aziendale e il recupero energetico del biogas

PROGRAMMA

 

09.30 - La Misura 124 del PSR 2007-2013 e lo sviluppo delle filiere corte agro-energetiche nel nuovo Programma di Sviluppo Rurale

Maria Rosaria Ingenito (Assessorato all’Agricoltura della Regione Campania)

09.50 - Obiettivi e sviluppo del Progetto STABULUM

Francesco Pirozzi (Università degli Studi di Napoli Federico II)

10.10 - Illustrazione dell’Impianto STABULUM

Renato Simonetti (CEMS)

10.30 - Presentazione delle Attività di Laboratorio

Antonio Panico (Università Telematica Pegaso)

10.50 - Presentazione delle Attività di Campo

Marco Race (Università degli Studi di Napoli Federico II)

11.10 - Possibilità di Scale-up dell’impianto STABULUM e prestazioni attese

Luigi Frunzo (Università degli Studi di Napoli Federico II)

11.30 - Metodologie analitiche per la gestione e il monitoraggio della digestione anaerobica

Ludovico Pontoni (Università degli Studi di Cassino)

11.50 – Considerazioni conclusive sui contenuti delle presentazioni

12.00 – Colazione di lavoro

12.30 - Visita dell’Impianto STABULUM presso l’Azienda Agricola Colangelo Davide (Capaccio)

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b) LE OPPORTUNITA'

Avviso pubblico  - Progetto di finanza per la progettazione, realizzazione e gestione di un “impianto di produzione di energia elettrica e calore da letame bufalino da digestori anaerobici (impianto produzione biogas) — nel Comune di Albanella” Scadenza 7 luglio 2014

L’appalto riguarda una concessione di lavori pubblici da affidarsi in project financing a gara unica, art. 153 D.Lgs. 163/2006 e s.m.i., avente ad oggetto la progettazione, la costruzione e la gestione di un impianto di produzione di energia elettrica e termica da fonti rinnovabili. L’intervento in oggetto si pone l’obiettivo di risolvere il problema dello smaltimento dei reflui biologici degli allevamenti di bufale siti nel Comune di Albanella, valorizzandoli energeticamente, abbattendo il contenuto di azoto in essi contenuto ed ottenendo così benefici ambientali ed economici.

Quantitativo o entità totale: 11.750.000 EUR di cui 7.200 000 EUR per lavori soggetto a ribasso e 216.000 EUR per oneri sicurezza non soggetto a ribasso

Consulta il bando di gara

 

c) GLI AGGIORNAMENTI SUL TEMA

Si è svolta il 29 maggio 2014 presso il Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali la riunione per l’applicazione della Direttiva Nitrati, alla presenza del Ministro delle politiche agricole, Maurizio Martina, e del Ministro dell’Ambiente, Gian Luca Galletti. Al tavolo hanno partecipato anche gli Assessori all’agricoltura della Regioni Lombardia e Emilia Romagna, l’Assessore all’ambiente della Regione Friuli Venezia Giulia, rappresentanti delle altre Regioni interessate e delle organizzazioni professionali agricole e il Presidente dell’ISPRA.

La direttiva 91/676/CEE del Consiglio (c.d. “direttiva Nitrati”) ha lo scopo di proteggere le acque dall’inquinamento causato o indotto dai nitrati di origine agricola attraverso una serie di misure che devono essere attuate dagli Stati membri: il monitoraggio delle acque (concentrazione di nitrati e stato trofico), l’individuazione delle acque inquinate o a rischio di inquinamento, la designazione delle zone vulnerabili (aree che scaricano in acque inquinate o a rischio di inquinamento se non si interviene), l’elaborazione di codici di buona pratica agricola e di programmi di azione (una serie di misure intese a prevenire e a ridurre l’inquinamento da nitrati).

Sulla base dei risultati del monitoraggio periodico delle acque le Autorità competenti devono procedere, almeno ogni quattro anni, al riesame e, ove necessario, alla revisione della designazione delle zone vulnerabili e dei programmi di azione.

Durante l’incontro sono stati presentati i risultati della ricerca condotta dall’ISPRA, finanziata dal Ministero dell’agricoltura, sull’impatto ambientale delle pressioni antropiche sullo stato delle acque superficiali e sotterranee. Tale studio ha dimostrato che nelle cinque Regioni sotto esame (Emilia Romagna, Veneto, Lombardia, Piemonte e Friuli Venezia Giulia) l’impatto dei nitrati di natura zootecnica interessa non più del 10% delle superfici, tranne in Piemonte dove tale tasso sale al 19%. Viene evidenziata quindi la non attribuibilità della responsabilità del processo di contaminazione da nitrati alle sorgenti “zootecnico prevalente”.

È stata inoltre sottolineata la necessità dell’emanazione del decreto effluenti, così come quella del decreto “digestato equirabile”. Questi provvedimenti, infatti, porteranno una più chiara definizione legislativa alla questione nitrati di origine agricola.

Tra gli obiettivi emersi nell’ambito dell’incontro c’è stata la volontà di studiare una strategia di ampio respiro, che coinvolga il Ministero delle politiche agricole, quello dell’Ambiente e le Regioni in una revisione a livello europeo della Direttiva Nitrati, che prenda in esame l’effettiva capacità di assorbimento dell’azoto da parte delle colture, in modo integrato e intersettoriale.

Le mappe attuali delle zone a rischio ambientale risalgono al 2006 mentre fino al prossimo anno gli allevamenti che ne faranno richiesta potranno usufruire di una deroga, concessa da Bruxelles che consente di arrivare a distribuire fino a 250 chili di azoto nelle aree vulnerabili.