Giornata informativa. Progetto PRIPOM Produzione Integrata del pomodoro in coltura protetta: nuovi materiali e strategie ecocompatibili

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Lunedì 27 ottobre alle ore 10 presso la sede della FINAGRICOLA SCARL sita in Battipaglia (SA) al Viale Spagna, Zona Industriale, si terrà un incontro di informazione relativo al Progetto PRIPOM Produzione Integrata del pomodoro in coltura protetta: nuovi materiali e strategie ecocompatibili.

il Progetto PRIPOM si basa sulla considerazione che il futuro della produzione integrata in agricoltura appare sempre più vincolato all'evoluzione della normativa comunitaria. In particolare, la Direttiva 2009/128/CE sull'uso sostenibile dei prodotti fitosanitari costituisce una grande opportunità per incentivare mezzi e metodi di protezione integrata e/o biologica. Un settore produttivo che può avvantaggiarsi dall’integrazione delle politiche comunitarie in materia di protezione ambientale e tutela della salute umana, contro i rischi connessi all’uso dei pesticidi, è sicuramente quello orticolo, specialmente in coltura protetta.

In tale settore la Campania presenta oltre 2500 aziende attive. Dei 9000 ha ca. investiti a serre orticole, circa il 70% sono localizzati nella provincia di Salerno. La coltivazione del pomodoro occupa ca. il 12-13% di tali superfici agricole, con una produzione pari a poco meno di 800.000 ql. (ISTAT, 2009). Allo stato attuale, la coltura del pomodoro, a causa dei notevoli input richiesti per sostenerla, rappresenta una coltivazione ad elevato impatto ambientale. Areali di produzione sfruttati oltre misura, assenza di rotazioni colturali, ripetute lavorazioni, ed uso intensivo dell’irrigazione sono alcuni dei fattori che possono compromettere la qualità delle produzioni e favorire lo sviluppo di parassiti.

Una profonda revisione dei protocolli produttivi è indispensabile anche alla luce di nuove conoscenze prodotte dal mondo della ricerca, nei settori della genetica vegetale, della difesa delle coltivazioni e delle tecnologie di produzione, che possono essere utilmente impiegate implementando i sistemi produttivi attuali, integrandovi novità tecniche e metodologiche mature. Le recenti restrizioni nell’uso dei pesticidi in generale e dei fumiganti in particolare, imposte dalla legislazione europea (Reg. CE 396/2005; 33/2008, 299/2008 e 1107/2009) hanno inoltre creato un drammatico vuoto nella lotta chimica verso molti parassiti delle specie agrarie che necessita di essere rapidamente colmato. Un contributo  basilare, può essere fornito dall’impiego di genotipi con buone caratteristiche organolettiche e nutrizionali, e con migliorate proprietà di tolleranza/resistenza a fattori di stress biotici e abiotici. L’approccio ai fitofagi chiave del pomodoro (nematodi, insetti polifagi come afidi, aleirodidi, tripidi e da lepidotteri gelechidi e nottuidi), può  avvantaggiarsi dalla messa a punto di nuovi metodi di lotta fisico-meccanici, dalla selezione di organismi antagonisti, di sostanze bioinsetticide e dal perfezionamento di metodi di lotta collaudati. La rapida diffusione sul territorio italiano di parassiti esotici di nuova introduzione quali la Tuta absoluta, la minatrice del pomodoro, ha e può creare condizioni limite alla coltivazione di questa ortiva in tutto il meridione, di fatto annullando i successi ottenuti nella gestione integrata di questa ortiva strategica per il nostro Paese. La diffusione del lepidottero ha un effetto devastante sulla coltura del pomodoro causando perdite di produzione che possono arrivare nei paesi d’origine anche al 70-100%. Le gravi infestazioni registrate in Italia hanno confermato il suo enorme potenziale distruttivo e costringono ad un numero spropositato di interventi che rischiano di provocare la selezione di ceppi resistenti del lepidottero, nonché un aumento enorme dei costi di difesa. Allo stato attuale la lotta chimica tout court non appare risolutiva. Urgentissimo risulta l’approccio multidisciplinare alla ricerca di valide soluzioni economicamente sostenibili nella gestione del fitofago. Non bisogna dimenticare che i mezzi di controllo chimico, sempre più limitati, possono provocare il fenomeno negativo del vuoto biologico (impoverimento delle forme di vita presenti nei suoli e dell’accumulo di residui in molti terreni agricoli) e anche di un nuovo problema (di natura commerciale), quello del multi-residuo nel prodotto finale. Diventa, quindi, prioritario il collaudo di mezzi alternativi di controllo (antagonisti, sostanze attive naturali e consorzi microbici competitori) oltre alla necessaria revisione dei protocolli di produzione e difesa attualmente impiegati. Ad esempio, per la gestione delle malattie fungine, un contributo può venire dall’impiego di funghi antagonisti, nonché da rizobatteri promotori della crescita delle piante in grado di indurre meccanismi di difesa nelle piante, senza trascurare gli effetti positivi derivanti dalla simbiosi radicale con funghi micorrizici arbuscolari.

Obiettivi

Partendo da solide basi di conoscenza acquisite, quest’attività progettuale propone l’impiego del know-how disponibile, già sperimentato per la filiera del pomodoro, con la finalità di inserire biofitofarmaci, piante resistenti/tolleranti, in protocolli innovativi di controllo integrato dei principali agenti di stress biotico, allo scopo di coniugare le esigenze economiche degli imprenditori e la crescente domanda di sicurezza ambientale ed alimentare che proviene dalla società civile. Le esigenze imprenditoriali in questo ambito orticolo (pomodoro in coltura protetta) sono riconducibili alla valutazione di nuovi materiali genetici selezionati tolleranti e/o resistenti ad agenti di stress, che possano anche garantire un’elevata qualità nutrizionale ed organolettica, esaltata da tecnologie di difesa fitosanitaria a basso impatto ambientale, sempre più incentrate sull’uso di antagonisti e sostanze naturali, per protocolli produttivi orientati concretamente all’aumento della sostenibilità dei processi e alla competitività delle imprese. In particolare,  si prevede:

- l’impiego di materiali genetici qualitativamente migliorati e resistenti/tolleranti ad agenti di stress biotico in grado di garantire rese elevate per quantità, qualità e salubrità, anche in condizioni ambientali sfavorevoli;

- lo sviluppo di una o più tipologie strutturali di serra-tunnel per l’installazione permanente di reti anti insetto;

 - l’implementazione di tecnologie sostenibili di controllo biologico e integrato di parassiti animali e vegetali (uso di antagonisti, consorzi microbici, bioinsetticidi e fitofarmaci tradizionali finalizzati allo sviluppo di nuovi protocolli IPM).

Mattina

Ore 10-10.30

Presentazione del progetto di ricerca

Prof. F. Pennacchio – Univ. di Napoli Federico II Responsabile scientifico :

Idea progettuale e obiettivi

Ore 10.30-12.00

Relazioni sintetiche sulle attività in corso svolte dai ricercatori coinvolti nelle sperimentazioni.

Valutazione di germoplasma tollerante stress

(UNINA – FARAO)

Collaudo di nuove strutture serricole

(CRA-ORT - OPUSetVITA)

Parametri climatici e agronomici

(CRA-ORT)

Antagonisti di Tuta absoluta

(CNR-IPP)

Protocolli di difesa integrata ai fitofagi

(CNR-IPP - UNINA)

Lotta biologica e integrata alle fitopatie

(CNR-IPP - UNINA)

Pomeriggio

Ore 14.00-15.00

Visita alle serre sperimentali

(accompagnatori: dott L. Santonicola CRA–ORT e dott. U. Bernardo CNR-IPP)

Il progetto Pripom  e realizzato da una Associazione temporanea di scopo (ATS) tra:

Soggetto Capofila:

Università degli Studi di Napoli “Federico II” (UNINA);

Produttori primari:

Azienda Agricola PALO Gerardo;

Azienda Agricola PALO Massimiliano;

Azienda Agricola PALO Fabio;

Azienda Agricola FARAO;

Industria di trasformazione/commercializzazione:

FINAGRICOLA Coop a.r.l.;

Università, enti di ricerca pubblici/privati:

C.N.R. - Istituto per la Protezione delle Piante (IPP);

C.R.A. - Centro di Ricerche per l’Orticoltura.

Per informazioni e contatti

Prof. Francesco Pennacchio

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